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Parte 1 - Capitolo 1 - Punto 1.3 |
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Nel
contesto di arrivo
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| 2. Condizione del
migrante nel contesto di arrivo (1) a. si trova capovolto in un mondo per lui disordinato. Non ha gli stessi codici di comportamento e di valore di chi lo circonda; il terreno in cui si muove gli è estraneo; è in uno stato di costante imbarazzo non comprendendo immediatamente ciò che avviene; b. è scisso perché appartiene affettivamente a un luogo e materialmente ad un altro; c. è sovversivo, anche se inconsapevolmente, perché supera il confine dello Stato senza che la sua fedeltà al contesto nazionale sia automatica; d.è paradossale: pur essendo un soggetto debole, per condizione economica e sociale, irrompe nel contesto, preoccupando o comunque suscitando interesse; e. è denizen (termine coniato da giuristi e sociologi nei paesi scandinavi) cioè a metà tra il cittadino, con cui non condivide lo status giuridico, e lo straniero perché di fatto non lo è più, scegliendo di stabilirsi nel nuova realtà. |
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| 3. Lacerazione interiore La figura di chi si trova sospeso tra due mondi, quello di origine e quello di arrivo, viene definita da Schutz come "ibrido culturale in bilico tra due diversi modelli di vita di gruppo, senza sapere a quale dei due appartenere" (2). Questo provoca un senso di precarietà e lacerazione interiore. "Nessuno può immaginare che cosa significhi nascere e vivere al confine tra due mondi, conoscerli e comprenderli ambedue e non poter fare nulla per riavvicinarli, amarli entrambi e oscillare tra l'uno e l'altro per tutta la vita, avere due patrie e non averne nessuna, essere a casa dovunque e rimanere estraneo a tutti, in una parola, vivere crocefisso ed essere carnefice e vittima nello stesso tempo" (3). |
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| Chi si trova in queste condizioni è costretto ad intraprendere un percorso di trasformazione identitaria, senza sapere a quale esito potrà portare questo processo, come ammette questo giovane senegalese, migrato in Alto - Adige a 19 anni: "Amo il Senegal, amo il Sudtirolo e li vedo tutti e due nel mio futuro. Ma come? Ancora non posso saperlo. Un fatto è certo: le mie patrie sono due. Una mi ha cullato, l'altra mi ha fatto crescere" (4). | |
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Jabbar A., Master Immigrazione 2001 - 2002, lezione del 15/09/01. (2) - Schutz A., Saggi Sociologici, a cura di Alberto Izzo, UTET, Torino, 1979. (3) - Andric I., Racconti di Bosnia, Newton, Roma, 1995 (4) - Gaudiuso M., Mamadou G., Dove metto le radici?, Sinnos, Roma, 1999. |
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