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Parte 1 - Capitolo 1 - Punto 1.4 |
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Processi
di trasformazione
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2. L'unità combinatoria Tutto questo avviene in modo tutt'altro che semplice e indolore: il soggetto deve ricostruire la propria identità mediando tra ciò che gli detta la memoria (codici di comportamento, applicazione di competenze ) in un contesto differente da quello di origine. Deve quindi ricomporre la sua soggettività in una unità combinatoria, conciliando la memoria (dover essere) con il progetto di vita nel presente (essere reale). E' un percorso difficile e accidentato in cui il migrante corre il rischio, dopo avere perso i vecchi riferimenti, di perdere anche la stima in se stesso, per la scarsa fiducia che la società di "accoglienza" gli accorda e per i numerosi ostacoli posti sul cammino della sua riaffermazione personale. In questa situazione ogni individuo reagisce nei modi più vari, seguendo orientamenti differenti, e giungendo a dare risposte anche molto diverse tra loro. |
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3. Reazioni differenti a. Chi si rifugia in un'identità "fortezza" è colui che non ha chiara la propria appartenenza ed ha bisogno di costruirsela addosso, tendendo a conservare e rafforzare l'identità originaria. Ha contatti molto limitati con i membri del Paese di arrivo, mentre sperimenta una solida rete comunitaria con i connazionali. Spesso utilizza i mezzi di comunicazione solo per riconnettersi con la cultura e il Paese di origine. Fondamentale in questo caso è il mantenimento dell'integrità della cultura, che sollecita un atteggiamento difensivo rispetto a tutto quanto resta al di fuori di essa. La ricreazione del contesto culturale di origine nel luogo ospitante, compensa il senso di deprivazione prodotto dallo sradicamento e dalla non integrazione con una ipervalutazione della propria cultura di origine. b. Giunge ad un esito opposto chi tende ad assimilare i propri comportamenti a quelli della società ospitante, accettando tutto ciò che la nuova realtà propone, fino a desiderare di perdere la propria identità, o comunque rinnegando l'esperienza del passato per investire tutto nel presente. c. Esiste però una terza strada, quella percorsa da chi ha la capacità di fare interagire la propria identità originaria nel nuovo contesto socio - culturale senza farsene completamente assimilare, in un processo di integrazione dinamico e creativo. |
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4. Crescita dell'identità Nella tabella seguente sono esemplificate le tre situazioni sopra descritte; lo schema si riferisce a ciò che può accadere nel confronto tra due identità, in questo caso quella di un medico e di un paziente straniero, ma la situazione è emblematica delle possibili fasi di trasformazioni identitarie in un contesto di reciprocità. (Sui temi della reciprocità e dell'interazione si rimanda al capitolo 3). |
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MEDICO
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PAZIENTE
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Crisi
dell'identità professionale
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Crisi
dell'identità personale
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1°
fase - Arroccamento
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"cosa vuole
questo? Le cose sono così come le conosco io"
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"non diventerò
mai come loro, li userò solo finchè mi servono"
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2°
fase - Iperadattamento
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"se voglio
essere efficace devo adattarmi del tutto a lui"
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"se voglio
farcela qui devo diventare proprio come loro"
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| 3° fase - Riformulazionei e moltiplicazione della propria identità |
"quali possono
essere i miei nuovi modi di essere professionista con gli stranieri?"
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"quali possono
essere i miei nuovi modi di essere qui?"
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Utilizzo di una
più ampia gamma di informazioni
Crescita dell'identità |
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| (Mazzetti 2001) | ||
| (1) - Rusconi G. E., Se cessiamo di essere una nazione, Il Mulino, Bologna, 1993. | ||