Parte 1 - Capitolo 2 - Punto 2.5
"Ti salvo io"

1. Approccio solidale
Esiste un'altra immagine del migrante, costruita sulla base di un approccio "caritatevole" nel quale prevale la dimensione solidale. Anche in questo caso vi è un vizio di fondo: chi migra non è considerato come soggetto al pari di chi accoglie, ma esiste in quanto individuo da aiutare, in una posizione che rimane comunque subordinata.
Si crea una relazione disfunzionale che impedisce agli individui di uscire da una condizione di inferiorità: chi eroga servizi o distribuisce aiuti lo fa più per soddisfare un suo bisogno o per fare tacere la propria coscienza (1), non fornendo ai migranti gli strumenti adeguati per una loro autoaffermazione.
Questo è un rischio che si corre soprattutto in Italia, dove sono particolarmente diffuse le associazioni, espressioni variamente organizzate della società civile, che spesso suppliscono ai "vuoti" lasciati dal servizio pubblico.

2. Istituzioni pubbliche e privato - sociale
"Una peculiarità italiana, che di solito emerge nei confronti internazionali, è il grado di rilevanza delle iniziative di privato - sociale (terzo settore) e il fatto che molto lavoro sia devoluto dallo Stato e dagli enti locali all'associazionismo, alle istituzioni religiose, ai servizi predisposti dalle organizzazioni sindacali e ad altre forme di mobilitazione della società civile" (Ambrosini, 2000).
Quattro sono le categorie di intervento individuate dall'autore: associazionismo caritativo; associazionismo di advocacy (tutela dei diritti); associazionismo imprenditivo; associazionismo "etnico".

TABELLA 1. ASSOCIAZIONISMO VOLONTARIO PER I MIGRANTI
Associazionismo Caritativo

Associazionismo Rivendicativo
(Di Advocacy)

Associazionismo
Imprenditivo
Reti
Etniche
Attività
Prevalenti
Interventi immediati per le necessità primarie
Pressione politica, sensibilizzazione della popolazione italiana
Gestione centri di accoglienza o servizi su finanziamenti pubblici
Diffusione informazioni orientamento: sponsorship
per l'accesso al lavoro; sostegno in caso di difficoltà
Target dei
destinatari
Migranti in situaz. di bisogno, a volte di grave emarginazione
Migranti in generale vittime di razzismo e discriminazione
Migranti regolari, lavoratori, categorie specifiche
(es. rifugiati)
Connazionali o membri di reti più ristrette
Attori in
contatto
Singoli volontari, altre istituzioni benefiche
Forze politiche, sindacati, associazioni di migranti
Istituzioni locali, altri centri servizi
Istituzioni facilitatrici italiane; imprenditori;
uffici stranieri
Coinvolgimento
migranti
Solitamente molto modesto
Attivo da parte di élites istruite e politicizzate
Limitato ai compiti operativi con eccezioni
Nella forma dell'auto - aiuto, con l'emergere di mediatori e leaders informali

(1) - Montuschi, L'aiuto fra solidarietà e inganni, la Cittadella, Assisi, 2002.