| Parte 2 - Capitolo 5 - Punto 5.1 | |
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"Misurare"
il fenomeno migratorio
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1. Le migrazioni dal punto di vista demografico Dal punto di vista statistico, il fenomeno migratorio si distingue in modo netto rispetto agli altri processi demografici "classici" (fecondità, mortalità, nuzialità) e risulta più difficilmente misurabile: > rispetto agli altri fenomeni, è necessario, in questo caso, fare riferimento anche alla dimensione spaziale, e non solo a quella temporale come avviene per gli altri processi > non è facile definire in modo inequivocabile quali caratteristiche debba avere uno spostamento per essere definito migrazione (lo spostamento può essere individuale e collettivo, transitorio o definitivo, può riguardare ambiti territoriali non confrontabili e può avere cause molto diverse). Si è concordi nel definire "migrazione" il trasferimento della dimora abituale > vi sono differenze nella registrazione dei dati rispetto agli altri fenomeni > vi sono notevoli difficoltà di rilevazione dei dati > si riscontra una rilevante e diffusa carenza informativa sul fenomeno attraverso i correnti rilievi statistici > è necessario sfruttare informazioni sia dirette sia indirette > è necessario, nella maggior parte dei casi, effettuare un confronto tra i dati rilevati. |
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2. Lo studio del fenomeno migratorio attraverso il campionamento Le indagini campionarie sugli immigrati stranieri perseguono due obiettivi principali: il primo è quello di approfondire la conoscenza sulla popolazione "registrata" ufficialmente; il secondo è quello di acquisire notizie sulla popolazione irregolare e clandestina. E' evidente, però, sempre
per gli stessi motivi visti sopra, l'impossibilità di fare ricorso
alle tradizionali tecniche di campionamento, infatti: |
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