Parte 3 - Capitolo 6 - Punto 6.1

Le chiavi dicotomiche: scienze naturali e scienze umane
nelle scienze naturali è tutto più facile.


Vedi un animaletto
, mettiamo un macroinvertebrato, e non sai qual è? Se ha le zampe prendi una strada, se non ne ha ne prendi un'altra. Poniamo che abbia le zampe, vai al passaggio successivo: se ne ha sei è un insetto, e prendi una via di classificazione, se ne ha otto è un aracnide. E così via, fino ad arrivare ai colori della corazza e ai dettagli più precisi e ad individuare il nome del personaggio (che probabilmente nel frattempo è già finito infilzato con uno spillo, oppure fermato in una soluzione alcolica). In questo modo si arriva addirittura, contando quanti e quali animaletti sono presenti, a definire l'IBE, o Indice Biotico Esteso, internazionalmente riconosciuto come uno dei metodi per classificare la qualità delle acque dei fiumi.

Nelle scienze sociali no.
Intanto gli attori in gioco si muovono rapidamente, e nessuno, che ci risulti, si sogna di spillarli per catalogarli con comodo.
E poi anche l'ambiente di riferimento cambia con una velocità straordinaria: quadro normativo, dinamiche relazionali, paesaggi sociali: scuola, lavoro, famiglie, linguaggi, e via di questo passo. Tutto sembra fatto ad arte per impedire una classificazione precisa (e, forse, il fascino delle scienze sociali sta tutto qui). Eppure, almeno per quella parte che si occupa di studiare, valutare, classificare le politiche sociali, ed in particolare quella nicchia ecologica che riguarda l'immigrazione, qualche tentativo va fatto. Almeno per intendersi su alcuni presupposti fondamentali, che abbiamo già iniziato ad esplorare sul piano teorico - concettuale e che ora proveremo a tradurre in quella che abbiamo chiamato la lista degli ingredienti.