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Parte 3 - Capitolo 6 - Punto 6.2 |
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Sei
chiavi per "aprire" il discorso sugli enti locali; per saperne
di più:
cinque variabili; tre prospettive; altri luoghi: i centri interculturali |
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premessa: in questo paragrafo oltre alle sei variabili che ci paiono applicabili ai diversi contesti vengono riportati, a mo' di approfondimento, altri elementi di conoscenza mutuati dalla letteratura esistente |
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1. Sei chiavi (reinterpretazione da Zucchetti, 1999) una buona partenza ci sembra quella offerta in questo lavoro. |
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| l'A.
analizza il caso lombardo, e ad un primo livello, macro, articola alcune
dicotomie (nostra definizione) tra gli interventi degli enti locali: a. tra intervento settoriale e intervento globale b. tra intervento socio - assistenziale e intervento promozionale c. tra informalità - spontaneismo e strutturazione dell'intervento d. tra iniziative frammentate e attivazione di una rete e. tra delega e concorrenzialità con il privato sociale f. tra presenza e assenza di un "approccio interculturale" |
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2. Cinque variabili riguardano invece le motivazioni che hanno indotto gli enti locali ad attivare politiche sociali: a. sensibilità politica b. gravità ed emergenza dei flussi migratori c. percezione sociale (rappresentazione sociale degli immigrati, pressione sociale) d. professionalità di operatori e responsabili di servizi e. risorse finanziarie disponibili |
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3. l'A. individua infine tre prospettive per un miglioramento del comparto: a. innovazione amministrativa a livello locale b. ricomposizione degli attori locali dentro un progetto organico di politiche di welfare c. ridisegno dei rapporti tra società politica e società civile: le politiche per gli immigrati nella città costituiscono un campo di interazioni aperte tra tutti gli attori, in un quadro, auspicato, di integrazione più interattiva, che veda la società ospite e i nuovi arrivati come attori sociali che cercano di massimizzare i rispettivi obiettivi come individui e come gruppi, arrivando a trasformarsi entrambi" (Zolberg, RIS, XXXVIII, 1, 1997). |
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4. Altri luoghi: i centri interculturali G. Favaro (2000) individua, in una recente ricerca, alcune tipologie di intervento tipiche dei centri interculturali italiani: a. formazione di insegnanti, educatori, operatori, volontari b. informazione e consulenza a operatori, enti, associazioni, genitori, cittadini stranieri c. documentazione e disponibilità di testi: bibliografie, librie materiali didattici, raccolta e prestito di materiali (in italiano e varie altre lingue) d. traduzione e mediazione: servizio di interpretariato, formazione e utilizzo di mediatori culturali e linguistici e. attività culturali: mostre, rassegne cinematografiche, feste, teatro, viaggi, incontri, riviste, conoscenze delle culture f. laboratori di animazione interculturale per alunni italiani e stranieri g. sostegno linguistico all'apprendimento dell'italiano come L2 per alunni stranieri di recente immigrazione h. ricerca: raccolta dati sulla presenza degli alunni stranieri, indagini sulle comunità immigrate, indagini sulle esperienze interculturali condotte nelle scuole, ricerca sul disagio dei minori i. coordinamento di attività interculturali presenti sul territorio, collaborazione con altri centri, gruppi e comunità, messa in rete di informazioni e proposte |
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