Parte 3 - Capitolo 6 - Punto 6.3

"scusi, dove sono i servizi?"

Un piccolo decalogo
(nostra elaborazione)
"Un piano più sotto", ad un livello più micro, anche se non ancora di dettaglio delle attività, proviamo, a titolo di esercitazione, a distinguere, a dicotomizzare:
innanzitutto sarebbe utile sapere se il soggetto in questione (ente, associazione, territorio, altro) ha in atto politiche attive: presenti o assenti (se sono presenti la simulazione continua, se sono assenti si sta fermi un giro e si perdono le prossime elezioni)
a. ricerche: prevista o meno la possibilità di avvalersi di studi, ricerche, strumenti di conoscenza quali - quantitativa?
b. informazioni: presenti o assenti?
se presenti: chiare, comprensibili, multilingue, customer oriented, oppure poco o per nulla chiare
c. servizi specifici: presenti o assenti?
se presenti: separati o integrati?
se integrati: mera riorganizzazione funzionale (es. di orari) o riorganizzazione complessiva (magari anche, almeno in una prima fase, con l'inserimento di figure professionali specifiche - es. mediatori)?
d. partecipazione degli utenti: prevista o non prevista?
se prevista: dichiarata o organizzata (ad es. avvalendosi delle cosiddette reti etniche?)
e. aggiornamento/supervisione operatori: presente o assente?
se presente: episodica o permanente?
f. Lavoro per progetti: presente o assente?
se presente: solo dichiarata o organizzata?
g. rete interna (tra uffici, tra servizi o assessorati: presente o assente?
se presente: dichiarata o organizzata?
h. rete esterna locale: presente o assente?
se presente: dichiarata o organizzata (partecipazione a progetti, tavoli di lavoro, consultazioni periodiche)? nel caso di un territorio andranno considerate qualità e quantità delle reti interne ai vari enti ivi presenti
i. rete esterna sovralocale (partecipazione a progetti, reti, campagne, sperimentazioni): presente o assente?
se presente: dichiarata o organizzata/cercata
j. stabilità/continuità dei servizi: i servizi in questione sono stabili, oppure no;
dispongono di operatori sufficienti, per numero e professionalità?
. . . e così via

Un po' brutale, ma aiuta a rendere l'idea.
Fatto salvo che la definizione degli items va realizzata con un meccanismo partecipativo (nessuno dà voti a nessun altro, ciascuno partecipa invece a definire la sua - e del servizio - scala di valori), quelli sopra elencati possono essere definiti come alcuni dei temi intorno ai quali possono iniziare a collocarsi i servizi.

Certo, nulla raccontano riguardo allo "stile", relazionale o meno, con cui i servizi vengono condotti, ma possiamo immaginare che un servizio che si pone i problemi sopra elencati sia già a buon punto (come per la valutazione: porsi il problema strutturale di valutare è già un bel partire).

Altrettanto, è opinabile la suddivisione gerarchica: alcune voci del decalogo potrebbero essere spostate al "livello superiore" delle sei variabili, qualora ritenute fondamentali per l'identificazione di un servizio, e viceversa.

Anche qui vale il principio di sempre: se ci si organizza in questo modo per gli immigrati il modo di porsi del servizio avrà valenza per qualsiasi altro utente, fors'anche per qualsiasi altro settore o servizio dell'ente erogatore. Come dire: la forza del metodo rappresenta un potenziale ancora in buon parte inesplorato.