Introduzione - A
Perché questo lavoro - quali gli obiettivi.
 
1. Le origini
L'idea iniziale del presente lavoro era di elaborare uno strumento utile per la valutazione delle politiche relative all'immigrazione, per descrivere il livello di esclusione/inclusione sociale degli immigrati, che potesse essere utilizzato come strumento di comparazione applicabile in contesti diversi.
A tal fine si intendeva costruire un sistema di indici di integrazione.

2. Come cambia il progetto
In primo luogo parlare di tale sistema presuppone definire cosa si intende per integrazione. Esiste una notevole diversità di accezioni del concetto di integrazione, segnati tutti da un comune tratto funzionalista e leuco-centrico, ovvero contengono una nozione di integrazione a senso unico: sono gli immigrati che devono integrarsi nella società di accoglienza e questa è chiamata al più a non ostacolare eccessivamente tale processo.

In secondo luogo i modelli di integrazione che abbiamo analizzato si concentrano soprattutto sugli indicatori di impatto: misurano lo stato dell'immigrazione, trascurando gli indicatori di processo e non delineando, a nostro avviso, le dinamiche del fenomeno migratorio.

Infine se l'immigrazione è un fatto sociale totale, portatore di trasformazione sia nella società di origine come in quella di accoglienza, allora possiamo anche studiarlo come "fenomeno", ma non possiamo accontentarci di una lettura quantitativa e settoriale quale quella che in gran parte ci è stata fino ad ora proposta. Da qui l'esigenza di analizzare attraverso indicatori di reciprocità (il mondo è cambiato per loro, sta cambiando per noi), come sta avvenendo questo cambiamento, in che direzione stiamo andando. Per farlo dobbiamo costruire dei nuovi strumenti di lettura che integrino gli abituali standard statistici.

A partire da queste iniziali riflessioni e in seguito agli approfondimenti teorici, abbiamo modificato la nostra ipotesi di lavoro iniziale, abbandonando il progetto di elaborare un sistema di indicatori di integrazione, per concentrarci sugli aspetti critici e lacunosi dei modelli di integrazione esistenti e proporre infine degli indicatori dinamici a valenza interculturale.

Non si tratta di una ricetta ma di una proposta: una lista di ingredienti che ciascun cuoco, o gruppo di cuochi, potrà cercare di mescolare con sapienza, aggiungendo materiali nuovi, ascoltando le voci e le esperienze del suo mondo e degli altri mondi, per ottenere alla fine un piatto utile e godibile.