UNIVERSITA'
DEGLI STUDI DI PADOVA
FACOLTA’ DI
LETTERE E FILOSOFIA
CORSO
DI PERFEZIONAMENTO
“MASTER
IN STUDI INTERCULTURALI”
ANNO ACCADEMICO 2001/2002
TESINA DI APPROFONDIMENTO
“ FAMIGLIE STRANIERE E SCUOLA”
INDICE:
1. Quadro di
riferimento: gli alunni stranieri nel Comune di Bergamo e provincia
a. I numeri:
Una recente indagine condotta dalla Fondazione Cariplo Ismu (Bibl.1), in collaborazione con la Provincia di Bergamo, ha rilevato la presenza degli alunni stranieri nelle scuole di Bergamo e della provincia, relativamente all’anno 1999/2000.
Su un totale di 673 scuole che hanno risposto al questionario, Bergamo si trova al sesto posto in Lombardia per percentuale di scuole con alunni non-italiani. Dal 1996, si evidenzia un incremento dall’1,8 al 3,7 % degli alunni non-italiani sul totale della popolazione scolastica, confermando così il carattere ormai stabile della presenza straniera nel territorio [All.1].
Il 66 % è costituito da alunni integralmente non-italiani, il 30,4 % sono figli di coppia mista (nella provincia di Bergamo i matrimoni misti contano 869 casi di padri italiani e madri straniere e 335 casi di madri italiane con padri stranieri) e il 3,6 % sono nomadi [All.2].
Gli alunni stranieri si concentrano nelle scuole elementari (46,3 %), seguite dalle scuole medie (23,7 %), dalle scuole materne (18 %) e dalle superiori [12 %].
Le nazionalità maggiormente presenti sono: al primo posto il Marocco seguito dall’Albania, dagli stati dell’ex-Jugoslavia e dal Senegal [All.3].
Il 95,7 % degli alunni non-italiani frequentano la scuola regolarmente, solo il 3,3 % lo ha fatto saltuariamente mentre il restante 1,1 % si è ritirato durante l’anno.
b. Le scuole si organizzano:
La stessa indagine ha rilevato che le scuole della provincia di Bergamo hanno reagito molto positivamente attivando progetti di accoglienza per l’integrazione degli alunni stranieri e di educazione interculturale.
Il 69,9 % delle scuole interpellate dichiara di aver modificato, parzialmente o totalmente, i contenuti disciplinari per adeguarli ad un’ottica interculturale.
Il 60,1 % dichiara di promuovere iniziative volte a sensibilizzare gli alunni e le famiglie sui temi legati all’educazione interculturale, indipendentemente dalla presenza di alunni stranieri [All.4].
Il 44,2 % ha creato commissioni volte a favorire il dialogo interculturale e ha attuato momenti di riflessione e analisi sulla normativa [All.5].
Inoltre, le scuole tendono a studiare metodi e strategie per attuare fasi di accoglienza ed inserimento (47,3 %), incontri con le famiglie (49,4 %) e attività di recupero (49,4 %) [All.6].
c. Gli Sportelli-scuola:
In data 09/10/2000, il Provveditorato agli Studi di Bergamo istituiva il servizio “sportello-scuola” per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale (Bibl.2 e 3) in 6 sedi: Bergamo, Ponte Nossa, Ponte San Pietro, Chiuduno, Costa Volpino e Verdellino-Caravaggio coprendo le esigenze di tutte le valli bergamasche e della bassa bergamasca.
Hanno come obiettivi:
- informare sull’integrazione dei minori stranieri
- fornire materiali per interventi di alfabetizzazione
- coordinare e costituire reti tra le varie agenzie pubbliche e/o del privato sociale presenti sul territorio
- attivare e promuovere interventi di formazione dei docenti sulla didattica interculturale
- costruire centri di documentazione e biblioteche-archivio
- coordinare le Funzioni Obiettivo e/o insegnanti referenti
- collaborare con i Centri di Educazione per Adulti, con l’Unità Operativa Interculturalità dell’Asl, i servizi sociali, le associazioni e gli enti locali.
Questi sportelli sono coordinati a livello provinciale con una cadenza mensile, sono dotati di operatori a tempo pieno o parziale e sono finanziati da fondi interni alle scuole od esterni fra cui i fondi di: Legge 40/98, Legge 285/97, Legge regionale 31/80, Fondo Sociale Europeo, Comunità Montane, ecc…
d. Un nodo da sciogliere: il rapporto scuola-famiglie
straniere
I diversi bisogni degli alunni stranieri e delle loro famiglie hanno quindi messo in moto un processo di ripensamento dell’intera attività scolastica, adattandola il più possibile alle nuove esigenze della società multiculturale. Gli insegnanti si sono messi in gioco come persone aperte al cambiamento in un atteggiamento costante di ricerca (Bibl.4).
Tuttavia si evidenziano ancora diverse difficoltà nel dare risposte adeguate a domande e bisogni di culture diverse evitando nel contempo di imporre la cultura dominante.
La mia modesta esperienza maturata come mediatrice culturale, da oltre due anni al servizio di varie agenzie socio-sanitarie ed educative del territorio bergamasco (ospedali, scuole, servizi sociali, istituzioni) mi porta a pensare che la comunicazione tra le famiglie straniere e gli operatori sociali sia spesso intralciata da malintesi che portano alla non-comunicazione.
Questo fenomeno è ancora più evidente nel rapporto tra le famiglie straniere e la scuola, che ha tra i suoi pilastri la relazione scuola-genitori. Molti insegnanti si lamentano del rapporto difficoltoso e dell’assenza delle famiglie oppure della loro scarsa partecipazione ed interesse, e ciò non è sempre imputabile alle difficoltà linguistiche ma alla difficoltà di individuare un adeguato modello relazionale. Infatti, mancano gli elementi per poter affrontare il dialogo e lo scambio con le famiglie straniere (Bibl.5).
2. Le famiglie immigrate
a. Il contesto socio-culturale:
Per capire la relazione scuola-famiglie straniere, non si possono sottovalutare i vari fattori che si intrecciano e che possono essere di natura socio-economica, culturale, psicologica, affettiva ma anche pratica e non si possono nemmeno adottare criteri comuni e generalizzati.
Per quanto riguarda gli alunni, la situazione cambia a seconda se sono nati, socializzati e scolarizzati nel paese d’origine oppure nati nel paese d’origine ma scolarizzati in Italia, se sono nati da genitori entrambi stranieri oppure da matrimoni misti (Bibl.6).
Per quanto riguarda la famiglia, bisogna conoscere il quadro specifico di ognuna di loro, ovvero:
- l’ambiente familiare e la provenienza specifica del nucleo (capitale, città, campagna o zone rurali)
- il contesto socio-economico-giuridico in Italia che fa vivere l’immigrato extracomunitario, anche se possiede competenze e qualificazioni, in un stato di provvisorietà in quanto poche sono le possibilità di promozione professionale e di negoziazione del proprio status ; la situazione abitativa è generalmente precaria e la difficoltà di comunicare in Italiano rende tutto più difficoltoso
- il progetto migratorio dei genitori, che sono costantemente oscillanti fra la stabilizzazione e la nostalgia del ritorno (Bibl.7).
I genitori sono solitamente disinformati sul sistema scolastico e sulle strutture educative ed assistenziali ; il sistema educativo che conoscono è diverso per non dire che ha concetti e valori diversi ; spesso hanno avuto loro stessi una bassa scolarizzazione o sono addirittura analfabeti (soprattutto quando provvengono da zone rurali). Tutto ciò rende estremamente difficile la loro partecipazione attiva alla formazione dei figli e nel contempo i loro atteggiamenti sono incomprensibili per gli insegnanti (Bibl.8).
b. Tra genitori e figli:
La coppia immigrata ha lasciato alle sue spalle tutti i legami affettivi e deve inserirsi in un nuovo ambiente, di cui ignora le modalità organizzative, conservando il più possibile la propria tradizione, lingua ed identità.
Quando si inserisce il primo figlio a scuola, è un’esperienza di “apprendistato” per tutta la famiglia e diventa di capitale importanza per la scolarizzazione dei successivi figli.
I genitori, persino quelli analfabeti, tengono enormemente al successo scolastico dei propri figli ma temono, nello stesso tempo, che la nuova realtà vada ad occultare i loro valori e tradizioni.
I figli invece sono spinti al cambiamento e alla socializzazione con i coetanei, acquisiscono nuovi comportamenti, pensieri, valori e significati e si trovano presto in conflitto con la propria famiglia che si sente man mano destrutturare.
A tutto questo si aggiunge il conflitto generazionale che aggrava la relazione provocando tensioni e malintesi all’interno del nucleo. Studi sulla situazione francese (Bibl.9) rivelano che i genitori maghrebini, ad esempio, non parlando bene la lingua del paese accogliente e neanche la lingua del paese d’origine, l’arabo letterario lingua ufficiale comune a tutti i paesi arabi, perdono così, agli occhi dei figli, il rispetto che di solito si ha verso le persone anziane che detengono il “sapere”. Non viene in aiuto la posizione sociale del padre che svolge solo lavori umili e svalorizzanti offerti dal mercato.
Occorre quindi tener conto dell’esigenza vitale della famiglia di mantenere una coerenza coi propri modelli di riferimento identitario per non arrivare, alla lunga, alla loro delegittimazione sociale.
c. Gli alunni stranieri nel nuovo mondo:
Nei primi tre o quattro mesi, gli alunni extracomunitari “se ne stanno chiusi in se stessi, come staccati da tutto: devono imparare a conoscere la nuova scuola, le regole, la disciplina, devono imparare l’italiano per comunicare e giocare cogli altri ma anche per esprimere idee, concetti, astrazioni” (Bibl.10). L’alunno si trova sul confine fra 2 mondi e, quando è stato scolarizzato nel paese d’origine, deve ripensare il suo ritmo di lavoro e riorganizzarsi per adattarsi rapidamento al nuovo sistema imparando a gestire in modo rigoroso il tempo e lo spazio ed è molto più impegnativo rispetto al modello conosciuto. Ecco perché, le insegnanti rilevano, in alcuni, una irrequietezza, una voglia di muoversi nell’aula, non stare mai seduti e questo si ripresenta ogni volta che il bambino trascorre un periodo di vacanza più o meno lungo nel paese d’origine.
3. Le difficoltà relazionali con la scuola
a. Insegnanti e genitori a confronto:
Dalle varie ricerche ed interviste condotte su questo tema, soprattutto nella vicina Francia (Bibl.11), emergono difficoltà quotidiane che ho riscontrato anche nella mia esperienza lavorativa e nell’esperienza di altri colleghi. Gli esempi che seguono non sono, ovviamente, necessariamente comuni a tutte le famiglie straniere ma rappresentano un campione delle questioni più ricorrenti:
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Insegnanti |
Genitori |
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I
genitori sono assenti e non partecipano alle assemblee di classe e ai
colloqui individuali…, non seguono i figli a casa nei compiti e nelle
esercitazioni alla lettura ed alla scrittura, di vitale importanza nelle
prime fasi di alfabetizzazione. |
I ritmi
lavorativi non permettono al genitore (di solito il padre che ha più
dimestichezza con la lingua italiana) di seguire il figlio correttamente
(controllare gli avvisi, i compiti, ….) Sono coscienti del loro modesto
livello scolastico e che non sono in grado di sostenere i figli a casa. |
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Insegnanti |
Genitori |
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A
casa parlano la lingua d’origine e guardano le loro televisioni satellitari,
ciò non aiuta l’apprendimento della lingua italiana. |
Temono
che i figli s’allontanino dai loro valori
tradizionali. Le televisioni satellitari sono un modo per rimanere in
contatto con le loro tradizioni religiose (orari preghiere, inizio Ramadan,
ricorrenze festività,…che seguono il calendario lunare e quindi difficilmente
memorizzabili). |
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Insegnanti |
Genitori |
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Il
materiale richiesto non è completo |
Non riescono
a capire gli avvisi, le comunicazioni sul diario, le circolari, i libri e la
pagella, per via del linguaggio assai tecnico e non pratico. |
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Insegnanti |
Genitori |
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Si assenta spesso, a
volte sempre lo stesso giorno (esempio sabato mattina) oppure arriva tardi al
mattino o prolunga le vacanze estive. Per questi ritardi e assenze non portano giustificazioni scritte. |
Le abitudini e le feste tradizionali e religiose non corrispondono al calendario scolastico italiano e non sono ancora abbastanza informati sulle modalità di giustificazione anticipata delle assenze. |
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Insegnanti |
Genitori |
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Evidente
stanchezza durante la giornata e attacchi di sonno ; Si sottolineano anche
le incombenze domestiche che cadono
sulle figlie adolescenti rendendole molto provate fisicamente. |
Spesso sono famiglie numerose e quindi la figlia maggiore ha una parte attiva nelle faccende domestiche, preparazione del pane (quotidianamente), cura igienica dei fratellini, ecc. Vengono responsabilizzate fin dalla tenera età le figlie e anche i maschi di una certa età. Durante il mese di Ramadan, gli alunni musulmani sono abbastanza stanchi perché i loro ritmi sono sfalsati dalle abitudini legate a questa ricorrenza religiosa molto importante. |
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Insegnanti |
Genitori |
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L’alunno
è chiuso, non gioca con gli altri, ha uno sguardo impaurito o al contrario
non sta mai fermo, disturba e rallenta il normale andamento delle attività
didattiche oppure reagisce male alle sollecitazioni dei compagni, a volte con
violenza. |
All’inizio è normale che il figlio sia timido, man mano comincia a conoscere i compagni e, secondo i genitori, i figli imparano a diffendersi contro gli scherzi, oppure le ingiurie pregiudiziali e i maltrattamenti dei compagni. |
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Insegnanti |
Genitori |
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L’alunno ha grosse
difficoltà e bisogna sottoporlo a visita psicologica, ma come comunicare
chiaramente questa necessità ai genitori e chiedere il loro consenso? |
Le famiglie immigrate provenienti dalle capitali e dalle grandi città riescono a capire l’importanza del problema e l’utilità di una consulenza psicologica, ma nelle zone rurali lo psicologo è ancora visto come il medico “dei matti” e, di solito, i genitori ritengono che il loro figlio non ne abbia bisogno. |
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Insegnanti |
Genitori |
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Spesso
la scuola materna non è frequentata. Non
si riesce a delineare chiaramente il percorso scolastico nel paese d’origine
e non si conoscono le competenze acquisite. L’obbligo
scolastico, soprattutto per gli
adolescenti che hanno terminato il ciclo della scuola media inferiore, non
viene considerato. L’importanza
dell’orientamento nelle scelte degli indirizzi scolastici ed il ruolo degli
insegnanti non viene percepita. |
La scuola italiana è indecifrabile, non conoscono i loro diritti e doveri e neanche il sistema scolastico per potersi orientare e rispondare adeguatamente alle aspettative. I genitori stranieri non sono generalmente in possesso di certificazione attestante il percorso scolastico precedente, e comunque non sono in grado d’informare sul sistema scolastico del paese d’origine per permettere agli insegnanti di inquadrare la situazione. La scuola materna non è stata frequentata dai genitori né come alunni nè come genitori prima d’ora. In Marocco, ad esempio, l’obbligo scolastico “formalmente” inizia a 7 anni e prima, di solito, il bambino è considerato un bébé che non va lasciato in custodia ad altri al di fuori della madre. Inoltre, nell’immigrazione, i genitori preferiscono accertarsi che impari prima la lingua materna e poi, a scuola, la seconda lingua per non rischiare di non saper comunicare con i parenti in patria. Inoltre non si conosce l’importanza dei giochi educativi, occasione per socializzare ed acquisire le competenze che preparano alla scuola elementare. |
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Insegnanti |
Genitori |
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L’autorità genitoriale
è difficile da capire e, spesso si traduce in violenza fisica. |
La
violenza è vista, a volte, come l’unico metodo educativo per insegnare ai
figli il rispetto. E sarebbe normale che anche gli insegnanti usassero lo
stesso metodo per assicurare la disciplina. |
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Insegnanti |
Genitori |
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Non
partecipano alle attività extrascolastiche, gite, nuoto e persino le lezioni
di musica ed educazione fisica non sono gradite, peggio ancora il corso di
educazione sessuale (per quest’ultimo è richiesta l’autorizzazione dei
genitori). |
Queste attività nascondono vari dubbi e paure: le difficoltà finanziarie non permettono di far partecipare il figlio (spesso più di un figlio) a tutte le attività (bisognerebbe spiegare che a questo problema le scuole riescono solitamente a far fronte con soluzioni interne), la gita inoltre è considerata più una vacanza e non un’attività didattica vera e propria. I genitori musulmani temono che durante la gita non siano rispettati i divieti alimentari (non mangiare il maiale ecc.) contrariamente alla mensa scolastica che comincia ad essere accettata per via dei menu differenziati. Temono che le loro figlie, giunte alla pubertà, siano a contatto con i maschi soprattutto se devono passare una o più notti fuori casa. E’ l’onore della famiglia che è in questione. Per educazione fisica e nuoto, il problema è ancora il contatto con i maschi (come sui banchi in aula) e soprattutto per il tipo di abbigliamento non accettato dalle tradizioni anche religiose. La tuta di ginnastica non è, ad esempio, accettata dalle famiglie pakistane che mandano le figlie a scuola con l’abito tradizionale per non parlare del costume da bagno rifiutato dalla maggioranza delle famiglie musulmane. Temono
che le figlie s’allontanino dai loro valori
tradizionali. Se accettano di mandarle in gita ed in piscina quando
sono piccole, non potranno più rifiutarlo quando le ragazze saranno
cresciute. |
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Insegnanti |
Genitori |
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Alcune barriere di
carattere igienico (di solito lamentano la “puzza” legata alle spezie
utilizzate oppure l’aglio ma anche problemi di non-cura personale) che fanno
allontanare i compagni |
Le condizioni abitative determinano spesso queste situazioni in cui famiglie numerose vivono in ambienti piccoli e trascorrono la maggior parte del tempo in cucina (comunque bisognerebbe utilizzare canali “delicati” di informazione e formazione per queste tematiche). |
I genitori quindi non hanno riferimenti precedenti per confrontare e delineare con precisione le nuove richieste della nuova società. Questo richiede un lungo lavoro di informazione e sensibilizzazione con modalità idonee per dare loro la possibilità di conoscere e di capire.
Una buona collaborazione tra insegnanti e genitori, la condivisione di responsabilità e di obiettivi comuni, contribuisce indubbiamente al benessere dell’alunno, migliora il suo rendimento scolastico e ne beneficia anche l’intero gruppo-classe. Diventa inoltre più motivato e non si sente più obbligato a scegliere fra due modelli di vita diversi e spesso inconciliabili (Bibl.12).
[Quando ho scritto sulla mia porta:
“lasciate fuori le tradizioni, prima di entrare”, neanche un’anima ha osato
venirmi a visitare o aprire la porta.]
“Massime
spirituali” Gibran khalil Gibran
4. La mediazione culturale
La mediazione culturale risulta essere una delle risorse indubbiamente utili ed efficaci per chiarire i malintesi, sciogliere i nodi, superare gli ostacoli e prevenire le difficoltà quotidiane che si frappongono alla relazione e all’incontro nei due sensi.
a. Il ruolo del mediatore culturale:
Il mediatore culturale, non è solo un traduttore ed interprete di comunicazioni, avvisi, modulistica, regolamenti…anzi, al di là del rispetto della deontologia professionale, il mediatore è spesso chiamato a non fare una traduzione fedele delle parole di partenza, onde evitare confusione ma soprattutto gravi fraintendimenti (Bibl.13).
Il
mediatore culturale è perciò colui che sa utilizzare un linguaggio adeguato, un
modo di dire e fare per poter mettere i genitori a loro agio e, ad esempio,
suscitare in loro la voglia di partecipare all’incontro con gli insegnanti.
Infatti, non basta invitare il genitore al colloquio ma è soprattutto il modo di invitarlo che conta, il modo di guidare la discussione e di presentare le problematiche, il modo di esprimersi rispettando i rituali di presentazione e la tecnica di rendere più “dolci” le comunicazioni. Il mediatore culturale sta attento al linguaggio verbale e non verbale e alle modalità paralinguistiche degli interlocutori, coglie i bisogni impliciti ed espliciti, contiene i timori, le ansie, il disorientamento. Raccoglie la fiducia di entrambi i partners ed instaura un dialogo sereno costruttivo ed equo, dove il genitore trova un suo giusto collocamento in una posizione di parità e diventa quindi disponibile ad adottare una linea di condotta condivisa con l’insegnante.
Al mediatore culturale vengono chiesti, nell’ambito scolastico, compiti variopinti che vanno dalla prima accoglienza dell’alunno straniero, compresa la parte amministrativa, all’accompagnamento e orientamento nella scuola, alla collaborazione con l’insegnante nell’apprendimento della L2, alla valorizzazione della lingua e della cultura d’origine, alla testimonianza autobiografica della migrazione, all’assorbimento degli choc culturali, alla gestione di conflitti ed incidenti interculturali e alla negoziazione di compromessi (Bibl.14). Si rischia persino, qualche volta, di delegare troppo al mediatore di fronte all’emergenza e alle difficoltà più importanti.
b. Alcune esperienze:
Una ragazza africana musulmana non partecipava alle gite scolastiche e non avrebbe partecipato nemmeno al corso di nuoto. Sembrava, all’inizio, che il problema fosse solo economico ma i colloqui con il padre e l’insegnante hanno chiarito le vere paure del padre.
Spiegando l’importanza didattica e di socializzazione delle gite scolastiche, abbiamo ottenuto da parte del padre una maggior disponibilità per le uscite di una giornata. Tuttavia, per le uscite di più giorni, nonostante le ampie rassicurazioni sul fatto che i maschi sarebbero stati separati dalle femmine e che i docenti avrebbero vigilato severamente, c’era ancora molta resistenza, in quanto la situazione sarebbe sfuggita al controllo del padre, che oltre tutto non aveva raccolto il consenso delle “zie” materne della ragazza. Abbiamo quindi deciso di affrontare la questione gradualmente e rimandarla ad un’occasione successiva.
Per quanto riguarda il corso di nuoto, l’ostacolo era il costume da bagno, come anche il costo di tutti gli accessori. Dopo lunghe negoziazioni, siamo arrivati ad un compromesso con il padre che ha acconsentito ad una tenuta alternativa (bermuda e maglietta). Per la parte economica, abbiamo fatto presente che la scuola poteva contribuire con una quota tramite canali interni. La ragazza era molto soddisfatta del corso anche se con tenuta non conforme e con questa soluzione abbiamo potuto benissimo raggiungere gli obiettivi, cioè beneficiare delle qualità di quest’attività sportiva ed evitare l’isolamento della ragazza dal resto dei compagni durante l’attività.
La disponibilità dell’insegnante referente a rimettere in discussione i propri modelli ha portato ad un dialogo costruttivo e ha favorito il benessere della ragazza all’interno del gruppo-classe. Il padre, dal canto suo, ha potuto capire i vari meccanismi e trovare una giusta via per vivere una relazione serena sia con la scuola che con la figlia.
Il problema dell’abbigliamento è stato trattato anche con le tute di ginnastica, non gradite da alcuni genitori di ragazze pakistane. Essendo l’educazione fisica una significativa opportunità di formazione nel sistema educativo italiano, sono state attivate delle negoziazioni che hanno portato l’insegnante ad acconsentire alla partecipazione delle ragazze alle lezioni con l’abito tradizionale (un vestito abbastanza lungo con sotto i pantaloni) ed il genitore a garantire la frequenza del corso.
Un altro tema “scottante” è il metodo educativo di alcuni genitori che si traduce in punizioni fisiche. Quando gli insegnanti fanno presente al genitore il comportamento del figlio, che non rispetta le regole di convivenza a scuola, quest’ultimo torna a casa e scaglia la propria ira contro il figlio, metodo considerato “normale” per alcune culture. Il problema si presenta quando questa violenza diventa eccessiva. Una madre marocchina, ad esempio, ha dovuto nascondere la situazione del figlio al padre per oltre un anno e aveva addirittura detto alle insegnanti che il marito lavorava fuori città e rientrava solo al sabato per evitare un loro faccia a faccia. La sua intenzione era ovviamente di diffendere il figlio che, purtroppo, era diventato sempre più violento con i compagni e non rispettava minimamente i richiami delle insegnanti. Sono stati organizzati dei colloqui con la madre, poi con i genitori a casa ed altri ancora con il padre a scuola con tutta l’équipe educativa, assistenti sociali, psicologo e figure del territorio. Col tempo si è instaurato un buon dialogo con il padre, arrivando all’intesa di inserire la figura dell’educatore professionale ed ottenendo regolari colloqui con l’assistente sociale e gli insegnanti, in una modalità che tiene conto dei ritmi di elaborazione degli eventi dei genitori immigrati, senza quindi dover procedere subito all’intervento diretto dello psicologo.
c. Azioni pratiche :
Vediamo ora alcune delle azioni “pratiche” attuabili con il mediatore culturale:
· Organizzare incontri individuali con i genitori per fare il punto della situazione scolastica dei propri figli, mettere in luce le problematiche, trovare una linea comune da seguire e, quando serve, stabilire un “contratto morale” con l’alunno stesso. Ovviamente incontri periodici sono necessari per monitorare la situazione. Inoltre questi incontri individuali possono fare chiarezza sulla situazione familiare, usi e costumi della famiglia stessa e poter intervenire su eventuali questioni non necessariamente scolastiche.
· Organizzare riunioni collettive informative che coinvolgono tutta l’équipe educativa (preside, insegnanti, psicopedagogisti, rappresentanti sociali, educatori assistenti, ecc…) e i genitori stranieri su alcune tematiche importanti per il normale svolgimento della vita scolastica. I dibattiti aperti, successivi alla presentazione, mettono allo scoperto, fin dall’inizio dell’anno scolastico, i punti di vista divergenti e permettono di conoscere e capire meglio i partners educativi. Questi incontri possono affrontare le questioni della mensa scolastica, del corso di nuoto, delle gite scolastiche, dell’orientamento… possono anche essere un’occasione per “mostrare” tutto il materiale che occorre per gli alunni, il diario e studiare la modalità più adeguata per mantenere il contatto con la casa…. Si possono utilizzare supporti audio-visivi come videocassette o tabelloni in lingua d’origine, brochures bilingue per testimoniare alcune attività che risultano difficili da considerare da parte dei genitori migranti. Si potrebbero anche includere informazioni documentate da supporti audiovisivi sulle risorse e i servizi presenti sul territorio (biblioteche, spazi compiti, ludoteche, spazi gioco, centri estivi…).
· Promuovere ed organizzare corsi di lingua e cultura di origine, sicuramente graditi dai genitori che si preoccupano della non-padronanza della lingua da loro trasmessa oralmente ai figli, tenendo presente che potrà diventare un’importante risorsa per il loro futuro anche lavorativo.
· Organizzare corsi di alfabetizzazione per le madri soprattutto quelle con bambini in età prescolare che non dispongono di persone di fiducia alle quali affidare i propri figli. Si gettano così le basi per una buona collaborazione futura con le strutture educative. Generalmente, le madri non frequentano i normali corsi di L2 per adulti per la prevalente componente maschile.
· Organizzare attività con donne italiane (cucina, piccola sartoria, piccole attivà artigianali …) che, come i corsi sopra-citati, possono diventare luoghi di aggregazione ed aiutare alla nascita di azioni di mutuo-aiuto e di vicinato solidale, oltre ad essere occasione per rendere protagoniste le donne straniere, valorizzare la loro cultura e acquistare visibilità nel territorio.
· Organizzare spazi-compiti chiedendo la collaborazione dei padri per assicurare la disciplina, in un orario possibile o a turnazione visto l’impegno lavorativo fuori casa, per dare loro la possibilità di essere coinvolti personalmente negli studi dei figli, valorizzarli e dare loro la possibilità di tessere relazioni e conoscenze con altri padri.
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Oltre a questo ruolo, è importante, per lo sviluppo di una cittadinanza interculturale, la partecipazione del mediatore nella progettazione dei servizi socio-assistenziali, educativi ed altri interventi pubblici sulla base delle nuove istanze poste dagli immigrati (Bibl.15).
E’ necessario quindi accogliere, come dice il sociologo Adel Jabbar (Bibl.16), l’idea di una trasformazione sociale e quindi anche dei servizi, della quale tutti, operatori sociali, immigrati ed altri, possano essere interpreti e progettisti, veri e propri “agenti di sviluppo” che attraversano i diversi contesti culturali creando processi e percorsi di cambiamento. E’ necessario in ogni caso creare ed attivare strumenti di verifica e di ricognizione delle caratteristiche del territorio e dei bisogni dei diversi soggetti che ne fanno parte e lo trasformano.
5. Uno sguardo all’Europa e all’estero
Il mediatore dovrebbe teoricamente, dopo lunghi percorsi, preparare la fine della sua opera, infatti, una volta creata la fiducia e allenati all’ascolto, famiglie straniere ed operatori dovranno imparare ad incontrarsi e a parlare anche autonomamente senza l’intervento della mediazione culturale. Ma come dimostra l’esperienza francese, giunta ormai alla terza generazione della popolazione immigrata, il bisogno di garantire l’intermediazione e la facilitazione della comunicazione ha continuato ad essere presente e diffuso fino alla nascita formale, alcuni anni fa, della professione di mediatore(Bibl.17).
Oggi,
le tecniche della mediazione si sono estese su livelli diversi: tra stati,
popoli, nella coppia, tra individui e diffuse nei più svariati ambiti,
coinvolgendo le rispettive figure di riferimento: il giudice, lo psicologo, il
sociologo, l’assistente sociale, l’insegnante, il consulente familiare, legale
ed aziendale, il medico, l’avvocato, il manager sportivo, ecc., oltre a
disporre di formazioni univeritarie riconosciute (Bibl.18
e 19).
All’estero, sono state fatte esperienze innovative per promuovere l’autonomia del migrante nella società di accoglienza.
In una scuola francese, alcuni studenti sono stati formati per diventare, all’interno della struttura, “mediatori scolastici” ed affrontare “tramite i pari” le situazioni di conflitto a tutti i livelli –tra gli stessi studenti o tra studenti e professori- affinchè la sofferenza non degeneri in violenza. Gli studenti che hanno aderito all’iniziativa hanno seguito un percorso di 5 mesi con una frequenza di un’ora settimanale e, anche se sono stati derisi all’inizio da altri studenti, sono stati accettati e si è capito che non basta parlare della violenza ma bisogna combatterla sul nascere. Questo progetto è stato patroncinato dall’Unesco e ha raccolto esiti molto positivi. Oggi, la mediazione scolastica è molto diffusa nelle scuole francesi ed è considerata come il primo gradino dell’educazione civica e civile (Bibl.20).
Sempre in Francia, l’esperienza undicennale di una scuola bilingue arabo-francese è stata oggetto di studio nel 1996 a Parigi (Bibl.21). Nella scuola, di cui il 70 % degli alunni è di origine straniera, sono aperte parallellamente classi monolingue e bilingue sia nella scuola materna che elementare della rue de Tanger. La metà degli alunni sono maghrebini arabofoni seguiti da sud europei, asiatici ed africani.
L’obiettivo è di lottare contro l’insuccesso scolastico tramite l’apprendimento precoce di una lingua diversa da quella locale, favorire l’apprendimento successivo di un’altra lingua straniera e quindi indirettamente la lingua del paese accogliente e ottenere la migliore integrazione scolastica e sociale degli alunni e delle loro famiglie. Il bilinguismo ed il biculturalismo porteranno ad una flessibilità interculturale e ad un’apertura all’altro fin dalla tenera età.
La lingua materna o familiare delle popolazioni maghrebine è molto svalorizzata e piena di connotazioni affettive negative, sia dai figli che dalla società francese (così come per la lingua turca e portoghese), in quanto contropposta alla lingua locale che simboleggia il potere, il denaro, l’ordine, ecc,. Il riconoscimento istituzionale della lingua d’origine e la non “ghettizzazione” degli alunni in classi solo per arabofoni, permette un apprendimento in condizioni psichiche favorevoli.
A Los Angeles, i bibliotecari hanno intrapreso un’iniziativa molto particolare per rendere autonomi “giovani mediatori”, figli di famiglie immigrate. Questi, parlando bene l’inglese, aiutavano i genitori, parenti od amici nelle relazioni con la società accogliente. La richiesta era di procurare informazioni precise su servizi educativi, sanitari, lavorativi, questioni giuridiche, imposte, commercio, banche, trasporti, assicurazioni, assistenza…. In questi casi, si assisteva ad un rovesciamento dei ruoli genitori-figli dove i ragazzi assumevano responsabilità enormi trasformandosi in veri capi-famiglia. I bibliotecari hanno quindi pensato di istuire un servizio supplementare aiutando questi giovani a prepararsi e gestire meglio questi bisogni. Hanno fornito documenti informativi bilingue e brochures pubblicitarie da divulgare anche tramite passa-parola sui servizi più ricercati dalle famiglie immigrate ma anche informazioni riguardanti gli adolescenti, la loro salute, le relazioni amorose, l’orientamento professionale, ecc (Bibl.22).
6. Uno Strumento di comunicazione
Nella relazione scuola-famiglie straniere, vengono abitualmente utilizzati svariati moduli per le comunicazioni di routine.
Per la raccolta di questo materiale ho effettuato una ricerca e ricognizione sui documenti disponibili ed in circolazione (Bibl.23) contattando gli sportelli-scuola di Bergamo e Chiuduno e ho selezionato le formule di comunicazione più diffuse traducendole in arabo letterario rispettando un linguaggio adatto all’utenza che proviene dai paesi arabi.
Si tratta di schede bilingue italiano-arabo, elaborate in formato .doc con Word 2000, disponibili su supporto informatico e quindi facilmente aggiornabili oppure adeguabili alle esigenze di ogni singola scuola.
Le schede comprendono l’iscrizione, l’informazione generale sull’organizzazione della scuola, la raccolta di notizie sul percorso scolastico, le scelte dei genitori riguardanti la religione cattolica, i servizi scolastici, i vari avvisi di assenza, di uscita anticipata, ecc…
Ovviamente, queste schede non potranno sempre essere sufficienti per creare un valido contatto od essere compilate dalla famiglia in autonomia, soprattutto nei casi di analfabetismo, ma potranno comunque essere lette alla famiglia da un parente o amico volenteroso o dal mediatore stesso.
Si tratta quindi di un piccolo contributo ma di vitale importanza per un buon inizio:
DOMANDA DI ISCRIZIONE
طلب
تسجيل الإبن
في المدرسة
|
|||
|
ANNO SCOLASTICO |
العام
الدراسي
|
||
|
Scuola di via |
إسم
المدرسة
وعنوانها |
||
|
Sezione |
الصف
والقسم |
||
|
Alunno |
إسم
التلميذ |
||
|
q
Maschio q
Femmina |
q
ذكر q
أنثى |
||
|
Data di nascita |
تاريخ
الولادة |
||
|
Luogo di nascita |
مكان
الولادة |
||
|
Nazionalità |
الجنسيّة
الأصلية |
||
|
Cittadinanza |
الجنسيّة
المُكتسبة |
||
|
Data di arrivo
in Italia |
تاريخ
الوصول إلى
إيطاليا |
||
|
Residenza |
العنوان
الكامل
|
||
|
Tel. |
هاتف |
||
|
Scuola di
provenienza |
قادم
من مدرسة |
||
|
Conoscenza della
lingua italiana q
Nulla q
Poca q
Media q
Buona |
مستوى
معرفته
للّغة
الإيطالية: o مُعدَم
(لا يعرفها
إطلاقاً) o ضعيف o متوسط o جيد |
||
|
Residenza nel
bacino d’utenza della scuola q
SI q
NO |
هل
مكان إقامته
قريب من
المدرسة؟
q
نعم q
لا |
||
|
IO SOTTOSCRITTO |
أنا
الموقّع
أدناه |
||
|
Per l’alunno |
أطلب
من حضرتكم
تسجيل
التلميذ |
||
|
Chiede
l’iscrizione alla classe |
في الصف |
||
|
E sceglie q
Il tempo
modulare Con frequenza di refezione o SI o NO q
Il tempo
pieno (refezione obbligatoria) q
La
prescuola (7.30-8.30) q
Il
dopo-scuola (16.30-17.30) |
وأختار
له الدوام
التالي: q
التوقيت
العادي o نعم o لا q
التوقيت
الكامل (المطعم
إجباري) q
النشاطات
اللاصفيّة
السابقة
للدوام
المدرسي (من
الساعة 7.30 وحتى
8.30 صباحاً) q
النشاطات
اللاصفيّة
اللاحقة
للدوام
المدرسي (من
الساعة 4.30 وحتى
5.30 مساء)ً |
||
|
E’ stato
sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie q SI q NO |
هل
لُقّح بكل
التلقيحات
الإجبارية؟ q
نعم q
لا |
||
|
La propria
famiglia convivente è così composta (indicare tutti i componenti comprenso il
dichiarante): |
أفراد
العائلة
الذين
يُقيمون معه
(ومنها صاحب
الطلب): |
||
COGNOME E NOME
الإسم
والشهرة
|
مكان
وتاريخ
الولادة
|
PARENTELA رتبة
القرابة
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Data |
التاريخ |
||
|
Firma di un
genitore (o di chi
esercita la potestà) |
توقيع
الأب أو الأم
أو وليّ أمر
التلميذ |
||
|
RICHIESTA DI SERVIZI SCOLASTICI (DA RESTITUIRE ALLA SCUOLA) ANNO SCOLASTICO …………….. طلب
خدمات
مدرسيّة
(يُعاد
إلىالمدرسة) للعام
الدراسي ...................... |
||||||
|
IO
SOTTOSCRITTO |
أنا
الموقّع
أدناه |
|||||
COGNOME
الشّهرة
|
NOME الإسم |
q
Padre q
Madre q
Tutore |
q
والد q
والدة q
ولي ّ
الأمر |
|||
|
DATA DI NASCITA تاريخ
الولادة
|
LUOGO
DI NASCITA مكان
الولادة
|
CODICE
FISCALE الرقم
المالي
|
||||
|
TEL. الهاتف
|
RESIDENZA الإقامة
– العنوان
الكامل |
|||||
|
CHIEDO DI POTER USUFRUIRE
DEI SERVIZI:أتقدّم
بطلب
الخدمات
التالية: |
||||||
|
MENSA
SCOLASTICA q
SI q
NO |
المطعم
المدرسيّ q
نعم q
لا |
|||||
|
TRASPORTO ALUNNI q
SI q
NO |
النقل
بالحافلة q
نعم q
لا |
|||||
|
Per i seguenti
figli: |
لأولادي: |
|||||
|
OME الإسم
|
SCUOLA المدرسة
|
CLASSE الصفّ
|
DATA
DI NASCITA تاريخ
الولادة
|
|||
|
|
|
|
|
|||
|
|
|
|
|
|||
|
|
|
|
|
|||
|
Data |
التاريخ |
|||||
|
Firma del
genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد او
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ |
|||||
|
COMUNICAZIONE ALLA FAMIGLIA: AVVISO DI ASSENZA إلى حضرات
السادة
المعلّمين:
إبلاغ
بضرورة
التغيّب عن
المدرسة
|
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Si comunica che l’alunno |
نخبر
حضرتكم بأنّ
التلميذ |
|
Dovrà assentarsi da scuola nel periodo Dal --------------- al ------------------- |
سوف
يضطرّ إلى
التغيّب عن
المدرسة من يوم
------------- إلى بوم --------------- |
|
Per motivi di: q
Famiglia q
Salute |
للأسباب
التالية
q ظروف
عائلية q ظروف
صحية |
|
Firma di un genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
|
|
COMUNICAZIONE ALLA SCUOLA: USCITA ANTICIPATA إلى
حضرات
السادة
المعلمين:
خروج
التلميذ قبل
التوقيت
الرسمي
|
|
|
DATA |
التاريخ |
|
Si chiede
l’uscita anticipata da scuola dell’alunno Classe q
Sezione |
نطلب من
حضرتكم
السماح
للتلميذ الصف والقسم |
|
Per motiivi: q
Di salute q
Familiari |
بالخروج
من المدرسة
قبل التوقيت
العادي وذلك
لأسباب: q صحيّة q عائلية |
|
Il bambino è
autorizzato ad uscire con l’affido a |
نسمح
بخروجه
بصحبة
|
|
Firma di un
genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر التلميذ
|
|
COMUNICAZIONE ALLA SCUOLA: GIUSTIFICAZIONE ASSENZA إلى حضرات
السّادة المعلمين:
تبرير
الغياب
|
|
|
DATA |
التاريخ |
|
Si giustifica
l’assenza del bambino/a --------------------------------------------- |
إنّ
التلميذ
------------------------------------------ |
|
Dal
---------------- al -------------------- |
من يوم --------
إلى يوم --------
|
|
Dovuta a motivi
di: q
Famiglia q
Salute |
تغيّب عن
المدرسة
لأسباب:
q عائلية q صحية |
|
Firma di un
genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع الوالد
أو الوالدة أو
وليّ أمر التلميذ
|
|
COMUNICAZIONE ALLA SCUOLA: RICHIESTA COLLOQUIO CON L’INSEGNANTE إلى حضرات
السّادة المعلمين:
طلب لقاء مع
المعلم/ة
|
|
|
DATA |
التاريخ |
|
Il genitore dell’alunno |
يطلب
والد
التلميذ/ة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Desidera avere un
colloquio con l’insegnante il
giorno alle
ore |
من حضرة
المعلم/ة
لقاءً
في يوم ----------
وفي
الساعة--------- |
|
Firma di un genitore (o
di chi esercita la potestà) |
توقيع الوالد
أو الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
|
|
Risposta dell’insegnante |
جواب
المعلم
|
|
L’insegnante è
disponibile per un colloquio Il giorno Alle ore |
يستطيع
المعلم/ة
لقاءكم
في يوم -----------
وفي الساعة
---------- |
|
Firma dell’insegnante |
توقيع
المعلم/ة
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: MANCANZA DI GIUSTIFICAZIONE إلى حضرات
الأهالي الكرام:
عدم تبرير
الغياب
|
|
|
Anno
scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Si
comunica che l’alunno |
نخبر
حضرتكم بأنّ
التلميذ |
|
Si
è presentato a scuola senza la giustificazione dell’assenza dei giorni Dal
--------------- al ------------------- |
قد عاد
إلى المدرسة
من دون أن
يبرّر غيابه
في الأيام من
----- إلى ------ |
|
Pertanto
si chiede di segnalare il motivo dell’assenza |
ولذلك
نطلب من
حضرتكم
إبلاغنا عن
السبب كتابةً
و بأسرع وقت
ممكن. |
|
La
Direzione |
الإدارة
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: CERTIFICATO DI BUONA SALUTE إلى حضرة
الأهالي
الكرام: طلب
إفادة طبيّة
|
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Ai genitori
dell’alunno |
حضرة
أهالي
التلميذ |
|
Per la partecipazione dell’alunno alle attività sportive scolastiche, si chiede di consegnare a scuola il certificato di stato di buona salute che può essere rilasciato dal proprio medico di fiducia. |
نطلب من
حضرتكم
تسليمنا
إفادة صحيّة
من طبيب عائلتكم
تفيد بأنّ
اٌبنكم ينعم
بصحّة جيّدة تسمح
له
بالإشتراك
بالنشاطات
الرياضية
المدرسية. |
|
La Direzione |
الإدارة
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: GITA SCOLASTICA إلى حضرة
الأهالي
الكرام: رحلة
مدرسية
|
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Ai genitori
dell’alunno |
حضرة
أهالي
التلميذ |
|
Si comunica che la scuola ha organizzato per il giorno |
نخبر
حضرتكم بأنّ
المدرسة قد
نظّمت في
النهار
الموافق في ------------
|
|
Dalle ore ---------- alle ore -------------- |
من
الساعة ----- إلى
الساعة -----
|
|
Una gita/visita guidata a |
رحلة
ثقافية/زيارة
مُرشَدة إلى
|
|
La Direzione |
الإدارة
|
|
RISPOSTA DEL GENITORE |
جواب
الأهل
|
|
Il sottoscritto autorizza la partecipazione dell’alunno alla gita/visita q SI q NO |
أنا
الموقّع
أدناه أسمح
لابني/إبنتي
بالإشتراك
بالرحلة
الثقافيّة:
q نعم q لا |
|
E mi impegno a versare la quota richiestami quale contributo spesa. |
وأتعهّد
بدفع المبلغ
المطلوب
منّي. |
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: SOSPENSIONE LEZIONI إلى حضرة
الأهالي
الكرام:
توقّف الدروس
|
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Ai genitori
dell’alunno |
حضرة
أهالي
التلميذ |
|
Si comunica che le lezioni scolastiche sono sospese dal --------------- al ------------------ |
نعطيكم
علماً أنّ
الدروس سوف
تتوقف من يوم ---------- إلى
يوم ----------- |
|
A causa di: q Festività q Sciopero q Elezioni politiche q Edificio inagibile |
وذلك
بسبب:
q عطلة q إنتخابات
سياسيّة q إضراب q بناء
غير صالح
للإستعمال |
|
La Direzione |
الإدارة
|
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) per presa visione |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
للتعبير عن
أخذ العلم
والخبر
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: SOSPENSIONE SERVIZI VARI إلى حضرة
الأهالي
الكرام:
خدمات
متنوعة غير
مؤمّنة
|
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي
|
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Ai genitori dell’alunno |
حضرة
أهالي
التلميذ |
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Si comunica che
il giorno |
نخبر
حضرتكم أنّه
في النهار
الموافق في |
|
Non saranno garantiti i seguenti servizi: q Lezioni dalle ore ------- alle ore -------- q Refezione scolastica (è possibile uscire alle 12.30 e rientrare alle 14.30 oppure portare a scuola dei panini) q Pre-scuola q Dopo scuola q Attività extra-scolastiche |
لا
يمكننا أن
نؤمن
الخدمات
التالية: q الدروس من الساعة ---- إلىالساعة ---- q
المطعم
المدرسي (قد
يستطيع
التلاميذ
الخروج في
الساعة 12.30 والعودة
في ال 2.30 أو
إحضار
الطعام من
المنزل) q
النشاطات
اللاصفيّة
الصباحية q
النشاطات
المسائية
التي تتبع
الدوام
المدرسي q
النشاطات
المنظَّمة
خارج
المدرسة |
|
La Direzione |
الإدارة
|
|
|
|
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) per presa visione |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
للتعبير عن
أخذ العلم
والخبر
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: NOTIZIE UTILI إلى
حضرة
الأهالي
الكرام:
معلومات
مفيدة |
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي
|
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Ai genitori dell’alunno |
حضرة
أهالي
التلميذ |
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Notizie utili
per comunicazioni urgenti |
نطلب
من حضرتكم أن
تعطونا
المعلومات
التالية
لنستطيع
الإتصال بكم
في الحالات
الطارئة: |
|
Padre Telefono lavoro Lingua d’origine Conoscenza lingua italiana q Poco q Abbastanza q Bene Altre lingue |
الأب
هاتف
العمل
اللغة
الأصلية معرفة
اللغة
الإيطالية
q
ضعيفة q
متوسطة q
جيّدة لغات
أخرى |
|
Madre Telefono lavoro Lingua d’origine Conoscenza lingua italiana q Poco q Abbastanza q Bene Altre lingue |
الأم
العمل
اللغة
الأصلية معرفة
اللغة
الإيطالية
q
ضعيفة q
متوسطة q
جيّدة لغات
أخرى
|
|
Fratelli e sorelle Conoscenza lingua italiana q Poco q Abbastanza q Bene Altre lingue |
الأخوة
والأخوات
معرفة
اللغة
الإيطالية
q
ضعيفة q
متوسطة q
جيّدة لغات
أخرى |
AltriSe nessuno in famiglia parla italiano indicare il nome di un amico che può aiutare nella comunicazione: Nome e Cognome Telefono |
شخص
آخر
إذا
كانت أفراد
الأسرة لا
تتكلم اللغة
الإيطالية
نرجوكم أن
تذكروا إسم
أحد
الأصدقاء
الذين
يمكنهم
مساعدتنا
على التفاهم
معكم: إسمه
وشهرته رقم
هاتفه |
|
La Direzione |
الإدارة
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: RELIGIONE CATTOLICA إلى حضرة الأهالي الكرام : الدراسة الدينية المسيحية الكاثوليكية أثناء الدّوام المدرسي |
|
|
Anno scolastico |
العام المدرسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Il genitore |
أنا
الموقّع
أدناه |
|
Dell’alunno |
والد/ة
التلميذ/ة |
|
Dichiara per l’intero anno scolastico la scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica q SI q NO |
أفيد
q
بأنني
أختار q
لا
أختار للعام
الدراسي
بأكمله،
الدراسة
الدينية المسيحية
الكاثوليكية
|
|
ATTIVITA’ ALTERNATIVE ALL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA. LA SCELTA HA EFFETTO PER L’INTERO ANNO SCOLASTICO: q Attività didattiche proposte dalla scuola q Attività di studio e ricerca individuale con docente q Uscita anticipata dalla scuola (con cessazione del dovere di vigilanza della scuola e subentro della responsabilità del genitore) q L’alunno uscirà da scuola da solo q L’alunno sarà affidato ai genitori q L’alunno sarà affidato ad un conoscente con delega della famiglia q Ingresso ritardato |
إذا لم
تختاروا
الدراسة
الدينية
المسيحية الكاثوليكية،
أذكروا
حلاًّ من
الحلول
التالية
وذلك لطوال
العام
الدراسي:
q
نشاطات
دراسية
تنظّمها
المدرسة q
نشاطات
حرّة للدرس
والبحث
الشخصي
q
خروج
التلميذ من
المدرسة قبل
الوقت (وعند
ذلك تنتقل
المسؤولية
من المدرسة
إلى الوالدَين) q
يخرج
التلميذ من
المدرسة
لوحده q
يُسلّم
التلميذ
للأهل
شخصياًّ q
يُسلّم
التلميذ
لأحد معارف
العائلة
مندوب عنها
بوكالة q
يدخل
التلميذ إلى
المدرسة بعد
الدوام
الرسمي |
|
data |
التاريخ
|
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà)
|
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
|
|
COMUNICAZIONE ALLA
FAMIGLIA: INVITO إلى حضرة
الأهالي
الكرام : دعوة
|
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
I genitori
dell’alunno |
ندعو
حضرة أهالي
التلميذ |
|
Sono invitati per il giorno Alle ore |
في
النهار
الموافق في وفي
الساعة |
|
Per q Un colloquio con l’insegnante q La riunione in classe |
q للقاء
المعلّم
q لاجتماع
لكلّ أهالي
القسم |
|
La Direzione |
الإدارة
|
|
data |
التاريخ |
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) per presa visione |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
للتعبير
عن أخذ العلم
والخبر
|
|
COMUNICAZIONE ALLA FAMIGLIA: RICHIESTA
DICHIARAZIONE DI NASCITA E CITTADINANZA إلى حضرة الأهالي الكرام:إفادة عن الولادة والجنسية |
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
AUTOCERTIFICAZIONE DI NASCITAIl sottoscritto ------------------------------------------------- Dichiara sotto
la propria responsabilità che l’alunno è nato il giorno --------------------- Nella città di
----------------------------------- Stato ----------------------------------- |
إفادة
عن الولادة أنا
الموقّع
أدناه ------------------
أفيد
تحت طائل
مسؤوليتي
بأنّ
التلميذ --------------------------- وُلد في
تاريخ ------------- في
مدينة ------------- في دولة
----------- |
AUTOCERTIFICAZIONE
DI CITTADINANZA
Il sottoscritto ----------------------------------------------------- Dichiara sotto la propria responsabilità che l’alunno ----------------------------------------------------- Nato il ----------------------------------- A (città e Stato) --------------------------------- Ha la cittadinanza ------------------------------ |
إفادة
عن الجنسية أنا
الموقّع
أدناه -------------------
أفيد
تحت طائل
مسؤوليتي
بأنّ
التلميذ --------------------------- تاريخ
الولادة ------------- مكان
الولادة
(المدينة
والدولة)
---------------------------- يحمل
الجنسية ---------------- |
|
data |
التاريخ |
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
|
|
COMUNICAZIONIEALLA FAMIGLIA: RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DEL PERCORSO
SCOLASTICO إلى حضرة
الأهالي
الكرام: طلب
إفادة عن
المستوى الدراسي
|
|
|
Anno scolastico |
العام الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Classe Sezione |
الصف
والقسم |
|
Il sottoscritto |
أنا
الموقّع
أدناه |
|
Dichiara sotto la propria responsabilità che il figlio -------------------------------------------------- Ha frequentato
LA SCUOLA MATERNA q SI q NO Per numero di anni ----------------------- Nel paese ----------------------------- LA SCUOLA ELEMENTARE q SI q NO Per numero di anni ------------------------- Nel paese ------------------------------- |
أفيد
تحت طائل
مسؤوليتي
بأنّ ابني
/ابنتي قد أنجز/ت
المراحل
الدراسية
التالية: الحضانة: q نعم q لا عدد
السنوات ------
في دولة
---------- المدرسة
الإبتدائية:
q نعم q لا عدد
السنوات ---------
في
دولة ------------ |
|
Data |
التاريخ |
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ
|
|
COMUNICAZIONE ALLA FAMIGLIA: RICHIESTA DI DICHIARAZIONE LAVORO DEI
GENITORI إلى
حضرة
الأهالي
الكرام: طلب
إفادة عن عمل
الوالدَين
Scheda per la
partecipazione dell’alunno alle attività di pre-scuola e post-scuola
إفادة تستعمل عندما يشترك التلميذ بالنشاطات اللاصفيّة السابقة واللاحقة للدوام المدرسي |
|
|
Anno scolastico |
العام
الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Alunno Classe Sezione |
إسم
التلميذ
الصف
والقسم |
|
Il sottoscritto Dichiara sotto
la propria responsibilità che lavora per la Ditta --------------------------------------------------- indirizzo
------------------------------------------------------------------------------------------------- dalle ore
----------- alle ore ------------ dichiara altresì
che il coniuge ------------------------------------------------ lavora presso la
Ditta -------------------------------------------- indirizzo
------------------------------------------ --------------------------------------------------- dalle ore
------------ alle ore ---------------- |
أنا
الموقّع
أدناه --------------- أفيد
تحت طائل
مسؤوليتي
بأنّني أعمل
في شركة ----------------- وعنوانها
------------------ ----------------------- من
الساعة ------
وحتى -------
وأفيد
كذلك بأن
زوجتي ------------------- تعمل
في شركة -------------------------- وعنوانها
------------------ من
الساعة ----- وحتى
------- |
|
Data |
التاريخ |
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ |
|
COMUNICAZIONE ALLA FAMIGLIA: ORGANI
COLLEGIALI إلى
حضرة
الأهالي
الكرام:
أعضاء لجنة
الأهل/مجلس الآباء
Scheda per le elezioni degli organi collegiali
بطاقة لاشتراك الوالدَين في انتخابات أعضاء لجنة الأهل/مجلس الآباء |
|
|
Anno scolastico |
العام الدراسي |
|
Scuola |
إسم
المدرسة
|
|
Alunno Classe Sezione |
إسم
التلميذ
الصف
والقسم |
|
PADRE Cognome e nome Luogo di nascita Data di nascita Nazionalità Cittadinanza MADRE Cognome e nome Luogo di nascita Data di nascita Nazionalità Cittadinanza Indicare se vi
sono altri fratelli nella scuola Nome Classe Nome Classe |
الأب
الإسم
والشهرة
مكان
الولادة تاريخ
الولادة الجنسية
الأصلية الجنسية
المكتسبة الأم
الإسم
والشهرة مكان
الولادة تاريخ
الولادة الجنسية
الأصلية الجنسية
المكتسبة هل
للتلميذ
أخوة أو
أخوات في
المدرسة
نفسها؟ أذكر الإسم
والصف |
|
Data |
التاريخ |
|
Fima di un genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ
أمرالتلميذ |
|
ASSISTENZA
MEDICA A SCUOLA الإسعاف
الطبي في
المدرسة |
|
|
ISTITUTO
COMPRENSIVO STATALE DI INDIRIZZO TEL FAX SITO INTERNET |
المجمّع
المدرسي
الحكومي في العنوان الهاتف الفاكس موقع
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الإلكتروني |
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Esaminati i problemi inerenti l’assistenza medica dovuta all’alunno durante l’orario scolastico per lievi indisposizioni di salute o in caso d’incidente che si possa verificare durante la presenza a scuola dell’alunno, si invitano tutti i genitori a compilare in ogni sua parte, aggiungendo facoltativamente notizie supplementari utili in caso di pronto intervento o altre notizie utili, il seguente modulo che è lo strumento che è lo strumento necessario al fine di agire tempestivamente. Tutti i genitori sono quindi invitati ad aderire all’iniziativa. Nell’indicare il numero
telefonico, si prega di segnalare anche il prefisso. |
عندما
يكون
التلميذ في
المدرسة قد
تطرأ عليه حالات
توعّك صحيّ
أو قد يصاب
بحادث ما (مثل
السقوط على
الأرض
أوالإحساس
بالتوعّك
المفاجئ
إلخ.........)، ولذلك
نطلب من
حضرتكم أن
تتعاونوا معنا
وتزوّدونا
بكل
المعلومات
المطلوبة في
هذا الملف أو
حتى
بمعلومات
أخرى ترونها ضرورية
لكي نستطيع
التصرف
بأسرع وقت
ممكن. نرجو أن
تتجاوبوا
جميعاً معنا
وأن تذكروا
الرقم الخاص
بالمنطقة
قبل رقم
الهاتف. prefisso |
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Anno scolastico |
العام
الدراسي |
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Classe Sezione |
الصف القسم |
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Plesso |
المدرسة |
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Cognome |
الإسم |
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Nome |
الشهرة |
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Data di nascita |
تاريخ
الولادة |
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Indirizzo |
العنوان |
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Tel. |
الهاتف |
|
Cell. |
الخلوي/
النقّال |
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In mancanza di telefono a casa, indicare il numero di e un parente o di un vicino di casa |
إذا
لا يوجد هاتف
في منزلكم،
نرجو ان
تذكروا رقم
هاتف أحد
الأقارب أو
الجيران: |
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Medico curante personale Dr. Indirizzo Tel |
إسم
الطبيب
العائلي: العنوان الهاتف |
|
In caso di momentanea assenza sei genitori indicare la persona o la famiglia che si desidera venga avvertita: Cognome e nome Indirizzo Tel |
إذا
تغيّبتم
لمدة ما،
نرجو أن
تذكروا إسم
الشخص أو
العائلة
الذين يجب
الإتصال بهم: الإسم
والشهرة العنوان الهاتف |
|
Se entrambi i genitori lavorano, indicare il recapito telefonico del posto di lavoro, da utilizzare solo in caso di urgenza Padre Ditta Tel Madre Ditta Tel |
إذا
كان كل منكما
يعملان،
نرجو إعطاء
رقم هاتف
العمل،
علماً بأنه
لن يستعمل
إلا للحالات
الطارئة فقط: الأب إسم
الشركة الهاتف الأم إسم
الشركة الهاتف |
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Altre notizie utili (vaccinazioni recenti, allergie a medicinali, particolari situazioni sofferte dall’alunno o in atto, gruppo sanguigno, etc.) |
أخبار
أخرى مفيدة
(مثل
التلقيحات
الأخيرة أو
الحساسية ضد
بعض الأدوية
وفئة الدم أو
حالات أخرى تضرّ
الولد أو
مصاب بها
حالياً،
إلخ.....): |
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L’Istituto Comprensivo tutela la Vostra privacy, nel rispetto della Legge 675/1996. I Vostri dati personali (questi e gli altri in nostro possesso) non saranno in nessun caso per scopi diversi da quelli del pieno funzionamento dell’attività scolastica e delle iniziative ad essa connesse. Il Dirigente scolastico reggente |
التجمّع
المدرسي
يضمن سريّة
خصوصياتكم
وفقاً
للقانون رقم 675/1996
ولذلك لن
تستعمل
المعلومات
الواردة في
النص أعلاه
أو معلومات
أخرى في
حوذتنا لأي
هدف يختلف عن
النشاطات
المدرسية
والمتعلقة
بها. المدير
العام |
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Data |
التاريخ |
|
Firma dei genitori o di chi ne fa le veci |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ |
RICHIESTA DI ESONERO
DALLE LEZIONI DI EDUCAZIONE FISICA
طلب
إعفاء من
دروس
الرياضة
البدنيّة
|
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Il/la sottoscritto/a |
أنا
الموقّع/ة أدناه
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Padre/madre dell’alunno/a |
والد/ة
التلميذ/ة |
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Scuola |
المدرسة |
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Classe e sezione |
الصف والقسم |
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Chiede che il/la figlio/a sia esonerato/a dalle lezioni di educazione
fisica per il periodo Dal --------------- al ----------------- |
أطلب
من حضرتكم
التفضّل
بإعفاء
إبني/إبنتي من
دروس
الرياضة
البدنيّة
وذلك من يوم - ------
إلى يوم ---------- |
|
Allega certificato medico rilasciato dal Dr. |
أُرفق
الإفادة
الطبيّة
التي أصدرها
الدكتور -------- |
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Data |
التاريخ |
|
Firma del genitore (o di chi esercita la potestà) |
توقيع
الوالد أو
الوالدة أو
وليّ أمر
التلميذ |
|
Risposta del Dirigente Scolastico |
جواب
مدير
المدرسة |
|
Il Dirigente Scolastico, vista la domanda presentata dal genitore
dell’alunno/a |
بعد
أخذ طلبكم
بعين
الإعتبار،
يوافق مدير
المدرسة على
إعفاء
التلميذ/ة |
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Classe/sezione |
الصف
والقسم |
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Concede l’esonero dalle lezioni di educazione fisica per il periodo Dal ------------ al ---------------- |
من دروس
الرياضة
البدنيّة
وذلك من يوم ------إلىيوم
--------- |
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Data |
التاريخ |
|
Il Dirigente Scolastico |
مدير
المدرسة |
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N.B.: Si ricorda che “… la lezione di educazione fisica offre anche
significative occasioni di socializzazione ed opportunità di formazione ed
informazione culturale anche per quegli alunni non in grado di eseguire tutte
o alcune delle esercitazioni pratiche …”. La concessione dell’esonero,
pertanto “non esimerà l’alunno dal partecipare alle lezioni di educazione
fisica, limitatamente a quegli aspetti non incompatibili con le sue
particolari condizioni soggettive”. (Circolare n. 216 prot. N. 771/A del 17 luglio 1987) |
ملاحظة: |